Nicola Rapino – L’Angolino sul Mare

rapino_def

INGEGNERIA D’UNA PASSIONE – 

L’incipit del Codice dell’anima di James Hillman, splendido saggio sul daimon, ovvero quella vocazione che accompagna l’individuo al compimento del proprio destino, dichiara che “ci sono più cose nella vita di ognuno di quante ne ammettano le nostre teorie su di essa. Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada. Alcuni di noi questo qualcosa lo ricordano come un momento preciso dell’infanzia, quando un bisogno pressante ed improvviso, una fascinazione, un curioso insieme di circostanze, ci ha colpiti con la forza di un’annunciazione: ecco quello che devo fare, ecco quello che devo avere. Ecco chi sono”.

Durante il pomeriggio che ho trascorso in compagnia di Nicola Rapino, giovane chef del ristorante L’Angolino sul Mare in provincia di Chieti, Hillman mi è venuto in mente più e più volte.

Di sicuro c’entra il fatto che Nicola si trasferisce ad Ancona nel 1999 per studiare ingegneria ambientale, non intraprendendo, quindi, il percorso istituzionale di formazione che solitamente caratterizza chi appartiene al suo ambito professionale.

Nessun istituto alberghiero, nessuna gavetta nelle cucine che contano, Nicola comincia a cucinare un po’ per esigenza, un po’ per quell’amore della convivialità che sua madre gli ha trasmesso nel corso degli anni.

Prepara per sé ed i suoi amici, cosa che gli vien facile e lo fa sentire felice, impara la tecnica attraverso una gran quantità di manuali, s’innamora del food styling moderno e dell’estetica del piatto riportandoli in tavola con una naturalezza ed un senso del colore che non sorprendono, se si pensa al suo passato da writer metropolitano.

Tra un esame e l’altro viaggia in lungo e in largo per il centro-nord dei ristoranti più rinomati del nostro paese affinando il palato, finché un giorno partecipa ad un seminario tenuto da Heinz Beck. Lì, la folgorazione. Ecco quello che deve fare, ecco chi è. Con la sorella Francesca costituisce una società che gli permette di ottenere fondi per l’imprenditoria giovanile femminile, ristruttura i locali del ristorante ed avvia l’attività dell’Angolino, nella quale, qualche tempo dopo, subentra come chef.

Se il daimon si nutre della capacità immaginifica della persona in cui alberga, l’immaginazione di Nicola ha un filo conduttore d’eccezione per posizione geografica: il pescato dell’Adriatico. Notevole la variazione di crostacei con pomodoro ed olive Leccino, scenografica ed accattivante la scelta di servire in un tradizionale barattolo da conserva la squisita tartare di tonno rosa, panzanella e cipolla croccante, memorabile e quasi trascendente il gioco caldo/freddo dell’insalatina di polipetti, gelato al fois-gras e granella di mandorle.

Per Flash Art, Nicola prepara dei Cubi di Ricciola alla Puttanesca in cui il pomodoro viene scomposto: la polpa è confit, la buccia è stata disidratata e ridotta in ”terra” assieme a capperi ed olive, i semi sono stati emulsionati con dell’olio extravergine per dare al piatto compensazione acidula e colorazione, le gallette racchiuse nei cubi sono state ottenute a loro volta dalla terra di pomodoro. Un esercizio di stile che vale assolutamente la pena provare.

L’Angolino sul Mare – Contrada Setteventi, 9 – 66023 Francavilla al Mare (Chieti) – 085/810486

Questo articolo è uscito su Flash Art n° 305 – Ottobre 2012.

Please like & share:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *