Stefania Moroni – Il Luogo di Aimo e Nadia

IMG_3878

L’ALBERO E LA MELA –

“Avere in casa due persone che fanno un certo tipo di mestiere, quello del musicista o del pittore, finisce inevitabilmente per influenzarti nel corso del tuo sviluppo personale.

Nel mio caso, è come se tutto il patrimonio culturale dei miei genitori mi fosse arrivato in modo mediato, non immediato.  A casa abbiamo sempre mangiato molto bene, andavamo spesso a provare altri ristoranti, ma è stato solo a vent’anni che ho sentito la volontà di superare tutta quella serie di condizionamenti che mi hanno portato, in un primo momento, a prendere le distanze da ciò che facevano i miei genitori”.

Così comincia a raccontare Stefania, figlia di Aimo e Nadia Moroni ed incarnazione al tempo stesso dell’evoluzione di una cucina che ha fatto storia e che oggi si lega sempre più indissolubilmente all’arte.

Stefania entra nel ristorante nel 1986, quando Aimo e Nadia hanno già una stella e sono conosciuti a livello internazionale. Non può permettersi di restare indietro e comincia a studiare meticolosamente tutto il possibile.

Dietologia, erboristeria, chimica, merceologia, economia. Non entra in cucina perché non è quella la sua strada, ma impara a comprendere nel profondo il mestiere dei suoi ed il pensiero di valore che ne sta alla base, cercando un modo per contribuire alla causa con la sua personalissima impronta.

In quegli anni conosce Paolo Ferrari, artista visivo impegnato già dagli anni settanta in una ricerca attorno a quelle forme espressive dell’umano che possano dirsi libere da precostituzioni e condizionamenti. Quel pensiero teoreticamente ricco ed esteticamente interessante la affascina e Stefania decide di portarlo dentro il ristorante, trovando in questo modo la sua personalissima impronta.

Assieme a Paolo comincia un lavoro di riprogettazione di questo “Luogo”, nato attorno al gesto fondamentale di Aimo e sua moglie, con il preciso intento di conferirgli un’identità specifica, riconoscibile nel corso del tempo. Ogni cosa che accade al suo interno, ogni opera, segno o piatto, è frutto di un’intenzione precisa e ponderata che Stefania conosce nel profondo.

Sa che nel Luogo convivono due modalità espressive differenti: piatti semplici, realizzati con tre ingredienti e frutto di una grande sintesi; e piatti complessi, quasi la congiunzione di più ricette in un’unica entità. Conosce alla perfezione procedimenti, ingredienti, sapori. Ha una preparazione impeccabile su qualunque aspetto della gastronomia, in special modo su quella che la riguarda da vicino. Sa che bisogna partire da un valore intrinseco fortissimo, da quel principio etico che ha sempre distinto la cucina dei suoi genitori: profondo rispetto e amorevole cura per le materie prime che si scelgono e chi le produce.

E’ questa la nota di fondo alla quale si armonizzano i suoi nuovi collaboratori, che lei lascia liberi di esprimersi, di proporre, di imitare innovando, purché si rispetti e ci si prenda sempre cura del prodotto che si lavora, facendo in modo che quest’ultimo nel piatto trovi la sua giusta armonia, il suo giusto senso e la sua sublimazione più significativa. Proprio come volevano Mamma e Papà.

Il Luogo di Aimo e Nadia – Via Privata Montecuccoli 6 – 20147 Milano

Questo articolo è uscito su Flash Art n°311 – Luglio/Settembre 2013.

IMG_3864 IMG_3865 IMG_3867 IMG_3868 IMG_3869 IMG_3870 IMG_3871 IMG_3875

 

Please like & share:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *