Il Personal Food Shopper di Westin Excelsior

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Primizie al Mercato di Campo de’ Fiori

Una settimana fa, a quest’ora, ero in treno verso la capitale per potermi godere appieno un’esperienza molto speciale: un giro per Roma, che poi e’ stata anche la citta’ in cui ho vissuto per ben dieci anni, in compagnia di un vero Personal Food Shopper.

Un personal food che..?!?, vi domanderete voi.

Ecco, per rispondere a questa domanda butto sul tavolo un altro player fondamentale: il gruppo Starwood Hotels; il quale, cavalcando l’onda dell’ormai preponderante focus sul cibo che caratterizza questo preciso momento culturale – oltre che in una pacifica ottica di marketing perche’, diciamoci la verita’, in quanto a diversità gastronomiche nessun posto e’ come l’Italia – nei Westin Europa & Regina Venezia, Westin Excelsior Firenze, Westin Excelsior Roma e Westin Palace Milano mette a disposizione dei suoi ospiti una guida davvero peculiare.

Una figura, quella del Personal Food Shopper appunto, non solo esperta della propria citta’ da un punto di vista storico. Ma anche e soprattutto capace di trainare i newcomers in un viaggio alla scoperta del gusto, dei sapori, dei mercati tipici, delle migliori bottege; insomma, di tutti quei topos gastronomici che solo un insider può conoscere e che qualsiasi turista potrebbe perdersi facilmente stando agli itinerari consolidati.

E cosi’, ospite del Westin Excelsior di Via Vittorio Veneto a Roma, dopo una meravigliosa dormita in uno dei loro Heavenly Bed che non dimenticherò mai e che  meriterebbe un post a parte, io e Pepite per Tutti, Non Solo Food, Tinta Corda, Taste of Style ed Intown Magazine nelle splendide donne che ne sono l’anima e il cuore, abbiamo incontrato il nostro #PFS Ettore in Piazza della Minerva per cominciare il nostro gastrotour.

Prima tappa: il caffè Tazza d’Oro al Pantheon, che da sempre si contende il primato del miglior caffè della capitale col vicino Sant’Eustachio. Personalmente è in quest’ultimo che ho bevuto il miglior caffè che io ricordi, ma il Tazza d’Oro è entrato nel mio cuore per una granita al caffè con panna che spodesta persino quelle gustate nel corso delle mie vacanze siciliane.

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La Granita al Caffè con Panna del caffè Tazza d’Oro al Pantheon

Proseguendo lungo i vicoli del centro, tagliamo per Piazza Argentina fino ad arrivare al Ghetto Ebraico. Qui ci fermiamo nello storico Forno Boccione, davanti al quale passavo spesso quando frequentavo il Rialto Sant’Ambrogio. Ci aspettano un assaggio della squisita pizza kosher, impasto leggermente salato misto a frutta secca e candita, ed uno della rinomata crostata di ricotta e visciole.

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La Pizza Kosher del Forno Boccione

Terza tappa: Beppe e i Suoi Formaggi, di propietà del piemontese Beppe Giovale, i cui casari producono, stagionano e affinano direttamente formaggi da latte di capra, mucca e pecora – animali che vengono allevati esclusivamente in campo aperto nel rispetto dei principi della biodiversità. In Piemonte i Casari Giovale producono formaggi da generazioni, e grazie ad una formidabile rete di amici riescono a scovare alcuni piccoli artisti del cibo di cui distribuiscono i prodotti nel negozio/enoteca di Roma. Col loro marchio sono noti soprattutto in Francia, dove nel 2008 hanno ricevuto la più alta onorificenza per i prodotti caseari. E non faccio fatica a crederlo, stando alla strepitosa degustazione che ci aspettava. Ho avuto anche la fortuna di assaggiare una pregiata toma piemontese stagionata 25 anni, quella che vedete proprio qui in basso, consigliata in abbinata con rum e whisky tanto è intenso l’aroma.

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Toma a 25 anni di stagionatura da Beppe e i Suoi Formaggi

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Patè sugli scaffali Di Beppe

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La vetrina dei formaggi

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La Degustazione

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Il Prosecco

Il tuffo nella tradizione prosegue continuando a passeggiare per le strade del centro. Dopotutto siamo a Roma… e che nun te la fai ‘na pizza e mortazza?!?! E se decidi di fartela, perché non andare da chi sforna pizza da ben 3 generazioni, seguendo la genuina ricetta della migliore tradizione romana? E quindi, per la nostra quarta tappa, ci fermiamo da Roscioli.

Forno, salumeria e ristorante dall’atmosfera davvero unica, perché i tavoli sono sistemati accanto al bel bancone antico e si mangia mentre altri acquistano pregiati prodotti nostrani.

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Ilaria da Roscioli

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Lidia, manista ufficiale del gruppo, da Roscioli

Attraversando lo storico mercato di Campo dei Fiori proseguiamo verso l’ultima tappa che Ettore ha in serbo per noi. Un posto che non c’era ancora quando ho lasciato Roma cinque anni fa e che sicuramente avrebbe reso l’addio molto più difficile da un punto di vista famelico. Il piccolo tempio che lo chef Arcangelo Dandini, allievo di Aimo Moroni e dedito alla celebrazione della cucina capitolina nel suo omonimo ristorante in Prati, ha dedicato al suo street food preferito, la sua ossessione da bambino: il supplì di Riso.

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Il nuovo tempio dello Street food capitolino

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I Supplì di Supplizio

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La crema fritta di Supplizio

Se i Supplì sono eccezionali in tutte le loro versioni, una nota di rilievo merita la crema fritta per via della sua meravigliosa mantecatura a base di zucchero di canna, cannella e pecorino. Un vero tocco di classe in quanto a rotondità e persistenza, il cui ricordo continua a tormentarmi nonostante siano passate quasi due settimane. Che supplizio, è proprio il caso di dirlo!

Devo dire che è stata davvero bella, questa Roma dal taglio foodie che Westin Excelsior ci ha offerto.

Bella al punto da permettermi di riconciliarmici un po’, perché dopo tanti anni che la vivi, la sua bellezza non ti fa più lo stesso effetto e sulla bilancia pesa di più il suo non essere affatto a misura d’uomo che tutto il resto. Stavolta, invece, sarà per le mie compagne di viaggio – e qui non posso non menzionare anche Marta Olivari di Grassi & Partners e Maddalena Ciociola di Starwood, che abbraccio e ringrazio di cuore – sarà per il calore con cui siamo state accolte; sarà perché abbiamo spezzato la routine tra le braccia di chi di hospitality se ne intende sul serio e sarà perché il fil rouge, anche in questa occasione, era il cibo col suo potentissimo potere conviviale… ecco, stavolta ho pensato che Roma è talmente bella che le si perdona tutto.

Che poi è lo stesso sentimento di un turista che la vede per la prima volta.

In altre parole, il regalo più bello che Starwood potesse farmi.

Per info e prenotazioni: www.personalfoodshopperinitaly.com

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2 comments on “Il Personal Food Shopper di Westin Excelsior”

  1. Valentina scrive:

    Bellissima esperienza condivisa con persone speciali come te. Un abbraccio grande, Valentina

    1. thefoodorialist scrive:

      Sei meravigliosa e mi hai fatto emozionare ❤️ Grazie Vale!

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