New Talents – Simone Cipriani

Photo Credits: Giovanni Rasoti

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  • TF: Simone, raccontami della prima volta in cui ti sei consapevolmente innamorato del cibo.
  • SC: “Non credo di essere innamorato del cibo in senso stretto. Mi spiego meglio: da piccolo mi piaceva dipingere e ogni volta che andavo a Livorno a trovare i miei nonni, il Nonno mi faceva trovare un colore, un pastello o qualcosa di nuovo per tenere viva in me la creatività. Crescendo poi ho smesso di dipingere. Da adolescente non sapevo come sfogare i miei malesseri interiori e la rabbia che mi portavo dentro, fino a che non ho trovato il modo di esternare ed esprimermi: il cibo. Credo che il cibo sia uno strumento, un mezzo. Come i pastelli di mio nonno. I miei piatti sono un prolungamento di me, fanno si che possa divertirmi e trasformare in buono ricordi ed emozioni.”
  • TF: Ripercorri la tua formazione: i tuoi maestri, le figure che ti hanno influenzato maggiormente e perché.
  • SC: Il mio primo chef è stato Francesco Ciarapica, il motivo per cui ho fatto questo lavoro. Tramite la scuola feci uno stage con Daniele Sera, se non fosse stato per lui non avrei scelto di continuare a puntare sulla mia formazione per arrivare a fare una cucina di livello. Francesco Berardinelli mi fece capire quanto era importante saper cucinare davvero, mentre da Gaetano Trovato ho imparato l’estetica e la precisione, mi sono affinato e ho trovato la mia strada.”
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Photo Credits: Giovanni Rasoti

  • TF: Qual è la cosa più importante che ti ha insegnato il tuo lavoro?
  • SC: “La cucina mi ha insegnato tutto. Il rispetto, la serietà, la puntualità. I miei chef sono stati come padri per me, da ognuno ho appreso qualcosa. Nelle varie brigate ho imparato a relazionarmi con gli altri, farmi capire e rispettare, esternare i miei pensieri e sentimenti, collaborare. Se lo chef è intelligente e non dittatoriale e se hai fortuna, il ristorante è come una famiglia: ci passi tanto tempo e ci condividi tanti sentimenti, positivi e non, si istaurano dei grandi rapporti. Io ho tante famiglie, ognuna in una cucina in cui ho lavorato.”
  • TF: Qual è stato fino ad ora il riconoscimento più importante ricevuto da un punto di vista professionale?
  • SC: “Sono orgoglioso di essere uscito su tutte le guide, era uno dei miei obiettivi. Aldilà dei punteggi, nei quali non credo data la troppa discordanza fra l’uno e l’altro. In particolar modo essere entrato nella Michelin e nella guida di Identità Golose sono state grandi soddisfazioni. Non lavoro per essere sulle guide, sia chiaro, ma sono riconoscimenti che fanno piacere. Nel 2014 ho vinto il premio Miglior Chef Emergente centro e il secondo posto nazionale del premio Chef Expo patrocinato da Confagricoltura per la rivalorizzazione dei prodotti poveri, premio che probabilmente mi porterà a fare un piccolo intervento all’Expo stesso.” – (questa sera, ad Identità Expo! n.d.t.)
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Photo Credits: Giovanni Rasoti

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Photo Credits: Giovanni Rasoti

  • TF: Qual è il cibo che nutre la tua anima e alimenta la tua attitudine progettuale?
  • SC: “La mia anima si nutre di progetti. Quando sono impegnato in qualcosa mi impongo degli obbiettivi. Quando li raggiungo me ne pongo altri. La mia mente crea e continua ad alimentare altri progetti in un meccanismo continuo.”
  • TF: Quali aspettative hai da Expo e come pensi (e speri) questa importante manifestazione possa incidere sul contesto culturale?
  • SC: “Penso che l’Expo possa essere un’opportunità reale per l’Italia, una vetrina nel mondo per rimettersi in gioco e reinterpretare se stessa, con rispetto verso la propria storia. Spero possa riportare alla realtà le persone, facendole rendere conto delle potenzialità del proprio paese, di quante piccole realtà ci sono che lottano perché credono in un progetto, credono nella propria terra e nella possibilità di consapevolizzarci tutti ad un uso più intelligente di ciò che ci circonda, creando risorse e speranze per il futuro.”
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One comment on “New Talents – Simone Cipriani”

  1. Furio scrive:

    Cucina creativa e straordinariamente gustosa dove si fondono tradizione e innovazione bravo chef Simone continua così.

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