New Talents – Gianluca Gorini

Photo Credits: Lido Vannucchi

“Le Giare”  – Montiano, estate 2015

TF: Gianluca, raccontami della prima volta in cui ti sei consapevolmente innamorato del cibo.

GG: Direi da sempre. Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia che gestiva una trattoria, quindi sono sempre stato circondato da ottimo cibo, di cui sono sempre stato innamorato. Se però devo dire una cosa che ancora oggi mi suscita emozione al solo pensiero, dico i Pomodori cotti alla cenere che preparava mia nonna Pierina

TF: Ripercorri la tua formazione: i tuoi maestri, le figure che ti hanno influenzato maggiormente e perché.

GG: Credo che la mia formazione sia iniziata inconsapevolmente nella nostra trattoria. Seppur ancora piccolo, avevo comunque modo di vedere le donne della mia famiglia dedicarsi alla preparazione dei piatti che rappresentano la nostra tradizione, o perlomeno la mia. Poi mi sono iscritto all’Istituto Alberghiero, dividendomi nel periodo estivo tra gli alberghi in Riviera per i primi anni e il Ristorante Lo Scudiero negli ultimi. A diciassette anni, grazie ad uno stage scolastico, ho avuto il primo incontro con Paolo Teverini, che è stato il primo professionista ad avermi trasmesso passione e avermi fatto capire che il mio mondo era quello della cucina. Dopo un anno a Londra – ho lavorato in un ristorante che faceva cucina francese trovandomi per la prima volta in una grossa brigata – sono tornato a lavorare con Taverini, dove sono rimasto per 4 anni. Ho avuto la fortuna di apprendere la sua grande conoscenza sulle materie prime, di immergermi nella tecnica, e sono stati anni in cui sono riuscito a fare diversi viaggi in giro per il mondo, a scoprire e conoscere culture diverse. Poi sono entrato a far parte della brigata di Paolo Lopriore, altri quattro anni che mi hanno letteralmente folgorato. Respiravo tutti i giorni il genio e quella vena creativa che l’hanno sempre distinto. Dopo il Canto ho passato un anno presso il Relais-Chateaux Borgo San Felice, immerso nel Chianti, assieme a Francesco Bracali che si occupava della consulenza alla struttura. Un anno intenso e impegnativo: per la prima volta mi sono trovato a gestire le dinamiche di una brigata di 12 persone, esperienza che comunque mi ha lasciato in dote anche le competenze e le conoscenza di un altro grande chef. Poi il ritorno in Romagna, legato alla gioia di un figlio nato nel 2013 e l’inizio come primo al ristorante Le Giare di Montiano.

PICCIONE, GINEPRO E CASSIS

Piccione, Ginepro e Cassis – Photo Credits: Lido Vannucchi

TF: Qual è stato fino ad ora il riconoscimento più importante ricevuto da un punto di vista professionale?

GG: Vorrei citare due riconoscimenti raggiunti lo scorso anno: il punteggio di 16.5 per la Guida Ristoranti Dell’Espresso 2015 e il Premio Sorpresa dell’Anno per la Guida Identità Golose 2015.

TF: Qual è il cibo che nutre la tua anima e alimenta la tua attitudine progettuale?

GG: Su tutti i Cappelletti in brodo, che mi riportano indietro nel tempo a quando ero piccolo e risvegliano in me i ricordi della mia infanzia e della mia famiglia.

TF: Quali aspettative hai da Expo e come pensi (e speri) questa importante manifestazione possa incidere sul contesto culturale?

GG: Ho grandi aspettative da Expo come penso tutto il settore, credo sia una grande opportunità pe fare conoscere la nostra storia e la nostra cultura. Sarà un ulteriore modo per cercare di uscire da questo momento delicato che stiamo attraversando già da qualche anno. Sarebbe bello se riuscissimo a sfruttare l’Expo come traino, arrivando a portare chi arriverà da ogni parte del mondo nei luoghi e paesaggi di tutta la penisola, i luoghi delle eccellenze, i tantissimi borghi tipici che caratterizzano il nostro paese, raccontando, trasmettendo e facendo loro toccare con mano quello che spesso in tutto il mondo ci viene invidiato.

ROGNONI DI CONIGLIO, Tè VERDE E CARCIOFI

Rognoni di Coniglio, Tè Verde e Carciofi – Photo Credits: Lido Vannucchi

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Il dessert Fucsia – Photo Credits: Lido Vannucchi

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